L’usabilità delle applicazioni Flash
di Giorgio Venturi
Pubblicato il 15 Aprile 2003
Chi
si occupa di Ergonomia, Interaction Design e via dicendo ama spesso ripetere
che l’Usabilità è uno dei fattori critici per il successo
del prodotto: il fatto che Macromedia Flash® abbia avuto e stia avendo
un successo enorme è stato sempre, almeno all’apparenza, una macroscopica
contraddizione. L’uso massiccio di tecnologia flash nei siti web dal 1998
ad oggi e la sempre maggior domanda di questo formato non poteva non dar
fastidio a chi, da anni, credeva di saperla lunga su quello che l’utente
vuole e quello che l’utente non vuole.
In questo piccolo e modesto Chataqua vorrei gettare i miei classici due pennies nel mucchio, su un tema
già ampiamente dibattuto e affrontato, tra l’altro dallo stesso
autore
di questo blog.
Jakob Nielsen dice la sua
Nel
‘98 sviluppo i miei primi siti, più per curiosità che per
reale convinzione. Mi passa sotto le mani Flash 3 e rimango estremamente
impressionato da quello che era possibile realizzare con quel tool, che
introduce la variabile tempo nella presentazione delle informazioni sul
web. La mia passione per la comunicazione (e poi l’interazione) su web
nasce proprio dall’uso e abuso di questo tool, che permette la creazione
di una vera esperienza multimediale (il sogno di Wagner
e di quelli che sono venuti dopo di lui) su un veicolo economico, universale
e apparentemente democratico.
Quando leggo che Jakob Nielsen aveva dichiarato che le applicazioni Flash
erano "99% bad" rimango letteralmente secco: per me quella era
l’esperienza-web, non quella statica, piatta, razionale e noiosa delle
pagine html.
Ma chi è Jakob Nielsen?
Molto si è scritto su questo personaggio che, a dispetto dei tanti Flash designer che lo sbeffeggiano, ha davvero contribuito allo studio ma soprattutto alla divulgazione degli studi di Interazione Uomo macchina. La sua biografia è altrove, quindi non mi soffermo; mi limito a consigliare, per chi voglia davvero approfondire questa disciplina, un classico (Usability Engineering, 1993), che non è ancora passato di moda e probabilmente non lo farà mai. Una cosa che Nielsen non ha fatto tuttavia è inventare il concetto di Usabilità. A quello ci hanno pensato altri. Jakob ha contribuito però a diffondere il "verbo".
Cosa dice(va) Jakob Nielsen?
Il
buon Jakob punta il dito sui seguenti problemi:
- uso delle splash-intro;
- uso barocco dell’animazione, non per veicolare significato ma per sfoggiare le proprie capacità artistiche;
- Interazione uomo/macchina non convenzionale (impossibilità ad usare il back, perdita di contesto per la perdita del parallelismo URL/pagina), a maggior rischio di degrado e quindi fallimento;
I più avveduti hanno capito e sono passati ai ripari. Gli altri hanno buttato legna sul fuoco e hanno interpretato l’intervento del temibile Danese come un attacco.
Si è configurata, in molti degli interventi di quel periodo, una separazione tra razionalità e emozione, tra funzionalità e bellezza, tra web-art e web-applications che poco ha aiutato a far crescere la comunità di Web designer che si sviluppava, inesorabilmente, sotto il vessillo della macromedia.
Fuori dal coro, Hillman Curtis affermava a pochi mesi da quell’intervento che non sempre Flash fosse lo strumento adatto a tutte le esigenze, e dava le prime linee guida per la produzione di applicazioni flash realmente usabili.
"Da un grande potere derivano grandi responsabilità"
"Da
un grande potere derivano grandi possibilità"; e l’introduzione
della variabile-tempo era una responsabilità che la giovane cultura
dei web designer non era ancora pronto ad affrontare.
In questi anni, la consapevolezza del problema dell’accessibilità è via via aumentata. Le risorse disponibili sull’usabilità delle applicazioni Flash sono differenti e mi limito a citare quelle più valide.
Il Paper prodotto da UIE (User Interface Engineering, la società di Jared Spool) in particolare è molto efficace nel delineare i vantaggi per l’esperienza-utente utilizzando Flash e non [HTML+Javascript] per la progettazione di applicazioni dinamiche. Vediamone in sintesi alcuni.
- Permette di mostrare una transizione o una mutazione in modo efficace. In molti contesti applicativi (CBT, Help on-line) l’uso di una animazione è molto più efficace per mostrare una transizione di un concetto da A a B, o la sua mutazione nel tempo.
- Permette un feedback immediato. Molte applicazioni Flash eseguono complesse operazioni di calcolo lato-client e permettono quindi di osservare il feedback delle proprie azioni in modo immediato, senza l’attesa della risposta del server.
- Migliora il controllo dell’interazione da parte dell’utente. In molti casi, l’uso intelligente dell’Actionscript permette il design di meccanismi di interazione più rafficati ed efficaci nella progettazione di form, meccanismi di navigazione e manipolazione dei dati.
- Permette di eseguire più task in parallelo. Alcune interfacce in flash permettono all’utente di eseguire più compiti contemporaneamente (es. prenotare un volo, controllare se è possibile noleggiare un’auto, ecc.). In generale, l’approccio umano all’azione non è basato su una sequenza di azioni ma su più piani di azione paralleli.
- Permette un’interrogazione fluida delle basi dati. Le applicazioni Flash infatti non sono legati al meccanismo del POST e del GET e permettono un’interazione continua col database, senza che l’utente se ne debba preoccupare.
- Permette di sfruttare meccanismi di visualizzazione delle informazioni più raffinati. Flash è un formato che permette la creazione di raffinate rappresentazioni vettoriali, basate su dati dinamici, come tavole temporali, mappe concettuali e così via.
In realtà, le linee guida per lo sviluppo di applicazioni Flash non differiscono da quelle di un’applicazione tradizionale; le tradizionali linee-guida per la progettazione del software (le "euristiche") mantengono anche in questo caso la loro validità.
Chi sono i veri utenti di Flash?
Molti
di coloro che sviluppano in Flash, o che semplicemente hanno seguito le
evoluzioni di questo tool, non avranno trovato niente di nuovo in questo
excursus, che si limita a ripercorrere per sommi capi la storia di questi
ultimi tre anni. Quello che voglio ora mettere in evidenza e che molti
hanno trascurato, probabilmente per un comprensibile errore di prospettiva,
è di considerare, senza preconcetti, quali e quanti fossero realmente
gli utenti di Macromedia Flash, e quale importanza abbiano avuto per determinarne
il successo.
Scopo di un Chataqua infatti non è tanto esaminare approfonditamente un problema, ma mostrare quali connessioni, quali relazioni esistano tra i diversi eventi, da differenti prospettive.
La prospettiva che io voglio mettere in evidenza rovescia il paradigma comunemente accettato: Flash ha avuto successo perchè ha assicurato un’esperienza positiva non tanto all’utente finale, ma alla comunità di sviluppatori che l’ha utilizzato e supportato.
Anzi, voglio andare ancora più a fondo: Flash per queste persone, soprattutto per i giovani designer, non è solo un tool, ma un’idea, un richiamo preciso, un afflato liberatrice per quelle forze creative che non chiedono altro che essere liberate da tempo; questi sviluppatori/designer hanno investito e investono una quantità di energia e entusiasmo che difficilmente trova paragoni nell’evoluzione tecnologica del web e dell’informatica in generale.
Nella seconda ed ultima parte di questo articolo andrò ancora più a fondo nel delineare i risvolti e le conseguenze di questa scelta, dettata sostanzialmente dalla passione per il proprio lavoro.
