FLASH? usabilissimo nelle transizioni!
di Leandro Agrò
Pubblicato il 15 Maggio 2003
Dal teletrasporto a Flash
Un mondo dal feedback continuo sostituirà il claudicante click & Go dell’html.
Un anno fa scrissi un articolo per me importante:”l’Usabilità del Teletrasporto”. In questo articolo sostenevo che atomizzare un corpo e mandarlo chissà dove non è -in principio- così diverso da sminuzzare una pagina html in tanti pacchetti TCP/IP e ricostruirli sul browser della persona che ha richiesto quel tale indirizzo.
In quel ragionamento, c’era una fase che era particolarmente suggestiva: quella del “momento di bianco” che appariva tra una pagina e l’altra. Quella fase che spesso rappresenta la sospensione di fatto di ogni regola progettuale. Lo spazio sul quale il designer si sente impotente al punto di dubitare che un utente -nello spazio di tempo che trascorre dal click al mostrarsi della pagina- esista davvero.
Ebbene, oggi i tempi sono maturi perché il designer possa affrontare e colmare anche quest’ultimo interstizio di assenza di comunicazione. …anche se non è detto che ciò sia un bene.
Flash & l’usability
E’ strano il destino di chi -non appena viene riconosciuto come esperto di usability- si ritrova a rispondere delle domande su FLASH. Personalmente -quando mi sono interrogato sul rapporto tra FLASH e l’usabilità- ho sempre pensato due cose:
- il problema è malposto
- se proprio vogliamo dare una risposta allora dipende dal DOVE, ma sopratutto dipende dal QUANDO
Il problema è malposto in quanto una TECNOLOGIA non può essere associata/contrapposta con un carattere progettuale. Per certi versi è come chiedere se il turbo della tua berlina Diesel è usabile!?! (NDA: …ed eviterei di stare a sentire le risposte)
Se la risposta si DEVE dare, allora -in prima istanza- si commenta dicendo qualcosa di scontato, come:"certo Flash rende tutto molto più INTERATTIVO, ma non tutti hanno il player e sopratutto riescono ad usarlo adeguatamente, quindi eviterei di usarlo in contesti business o reti particolarmente lente, mentre mi andrebbe benissimo in contesti di learning, gioco, intrattenimento, etc".
TUTTI, persino lo stesso JAKOB NIELSEN hanno risposto così per
almeno
un paio di anni. Ed anche se su Nielsen (che dice di occuparsi solo di
"webapplication"
e NON essere interessato ad ambiti come in gaming on line etc) si
può
leggere tutto ed il contrario di tutto (vedi l’articolo dell’ottimo Matteo
Penzo:"Flash
99%… Boh!"), io posso testimoniare in prima persona che
JN -LIVE a NYC nella prima mondiale del NormanNielsen World Tour- ha
detto:"IL
PIU’ GRANDE PROBLEMA DI INTERNET E’ LA MACROMEDIA".
…Cosa che poi -due anni dopo- si è trasformata in un pubblicizzatissimo
accordo tra NNGroup & gli "eretici" di FLASH che ha
fruttato
grandi soldi al team nielseniano e partorito un topolino
dell’accessibilità
chiamato LIFT-NNG.
NOTA: per chi è interessato al team "accessibilità
Flash",
il rimando è l’articolo di Matteo Penzo "Flash:
10 consigli per migliorarne l’accessibilità"
Eccoci al passaggio chiave: SONO TRASCORSI DUE ANNI!
Se pensate che due anni sono il tempo necessario per trovare un accordo economico tra JN & Rob Burgess (Chairman & Ceo di Macromedia) vi sbagliate. Questi sono americani con la "A" di "non ho tempo dA perdere".
Allora perchè ci sono voluti due anni per riaccogliere gli eretici? Forse avevano ragione loro? neanche questo. Siti come quello di "Omnitel2000" che -a fine 1999- era tutto in Flash, sono stati dei fallimenti così clamorosi che si ha pudore persino a portarli come "casi di studio negativi".
Il punto è il DOVE, ma sopratutto dipende dal QUANDO
Sai quando si apre uno spazio per ottenere un SI per la domanda che hai appena posto e che per anni ha ricevuto solo dei NO? Quando il tuo interlocutore comincia rispondendo con un QUANTO (ad esempio:"quanto costerebbe? quanto tempo ci vorrebbe?, etc") o con un QUANDO (ad esempio:"quando vorreste farlo?").
Ebbene OGGI se chiedete agli "esperti" di usabilità cosa ne pensano di FLASH, loro cominceranno a rispondervi in questi termini, ed a porsi dinanzi al problema in una prospettiva in cui -per la prima volta- oltre al DOVE si tiene conto del QUANDO.
…I due anni che FLASH ha dovuto passare in purgatorio sono anni INTERNET
equivalenti
a 5 o forse 10 volte il tempo di altri business (pensate ai produttori di
olio
di oliva che "ragionano" tenendo conto di alberi che fanno le
olive
un anno si ed un anno no!). In questi due anni i termini del problema sono
velocemente
mutati. La banda è ancora un problema, ma molto meno di prima.
l’ADSL
consente di vedere la Rete in modo soddisfacente a basso costo. Le grandi
aree
urbane sono spesso cablate in fibra ottica. Persino gli accessi con modem
analogici
beneficiano di dorsali più capienti.
Contemporaneamente alcuni tabu stanno cedendo. Il business è
business
quindi niente flash nella home della mia banca. Non si sentono
più
dogmatiche frasi del genere. Certo si bada bene a dare a FLASH il controllo
della pagina web ma lo si "isola" in un ambito contenutistico nel
quale veicolare tutta l’enfasi comunicazionale che deve (e questo aspetto
negli
anni è diventato molto più rilevante) senza nulla togliere
alle
funzionalità di base dell’html/asp/php convenzionale.
Allo stesso tempo la tecnologia FLASH è migliorata tantissimo e
-sopratutto-
sono migliorati tantissimo i mille-e-mille webdesigner che si sono
industriati
lavoricchiando in flash e che -oggi- hanno finalmente la padronanza
necessaria
per programmare flash seguendo delle tecniche che consentono di rendere il
sito
prodotto accessibile ed usabile come quelli convenzionali.
Il tabu della NAVIGAZIONE
Insomma, sembra oramai solo questione di tempo, ma la contrapposizione tra FLASH e la usability sembra destinata a scemare senza troppi rimpianti. …NATURALMENTE PURCHE’ NON LO SI USI PER LA NAVIGAZIONE.
Eccolo! E’ lui l’ultimo baluardo della resistenza del dogma. Il tabu per
cui
la navigazione:"comunque è meglio non farla in FLASH,
perchè
se no devi ridondarla, pensare a chi non ha il player, fare versioni
differenti
del sito, etc etc".
Mi pare di sentire me stesso mentre dico esattamente queste cose. Solo che
il
tempo passa e, se c’è di mezzo la tecnologia, nessuna risposta VERA
lo
è PER SEMPRE.
Nel 2000 ho visto nascere e morire una società tedesca il cui core
business
era quello di sviluppare navigazioni di grande effetto in flash. Tu li
chiamavi
con la tua architettura dei contenuti bella e fatta, e loro ti creavano un
sito
CENTRATO sulla navigazione in FLASH.
Oggi non esistono più, ma -per darvi un’idea- vi consiglio di vedere
il sito di DomusAcademy. Nulla di
particolarmente
impressionante (anche se l’hanno sviluppato oltre 18 mesi fa) ma l’idea
della
navigazione che coincide con il sito stesso, è praticamente tutta
lì.
Cosa c’è di straordinario? Nulla, è solo uno dei tanti esempi
possibili. Uno dei casi in cui l’utente non percepisce lo
"momento
di bianco" che passa dal suo click al comparire della pagina
(o
al contenuto) che gli era stata promessa. All’assenza di comunicazione (e
quasi
negazione dell’esistenza dello user) si passa ad un modo fluido di
"Indicargli"
la sua destinazione, e questo è un modo estremamente efficace per
favorire
il fatto che l’utente si crei un modello concettuale pertinente.
Non più vittime del "Teletrasporto" ma user consapevoli
che
finalmente "esistono in modo continuo".
Il cuore è la transizione
Una volta c’era solo la RAI e -ad una certa ora- tutti a nanna o a far l’amore. Poi è nata la TV privata e le ore sono diventate 24/7. La TV muta oggi potrebbe creare schock (minimo c’è stato un terremoto o un colpo di Stato). Ma il tempo televisivo non si è solo allargato, si è anche infittito. E’così che MTV (e prima di lei VideoMusic) ha inventato i tagli netti, ha eliminato le fasi "nere" in attesa che comparisse l’annunciatrice e poi -ancora- ha sovrapposto il testo alle parole dello spaker, sino alla ricetta CNN dove un consumatore multimodale può leggere le news economiche mentre ascolta il meteo e -infilato in un angolo dello schermo- guarda il movie ciclico delle HOT NEWS.
Per quanto tempo saremo ancora in grado di sostenere il "momento di
bianco"?
Non è logico pensare che "il tempo di attesa"
sarà
fagocitato sul web come lo è stato in TV?
E non intendo dire che il Web debba seguire la TV per un fatto di media, ma
proprio per un fatto intrinseco al modo in cui la gente si pone davanti
alla
tecnologia che si evolve. Ci sono sempre più utenti che si
affacciano
alla Rete possedendo da subito una banda larga. Come si può
riportarli
ad una logica dove "il momento bianco" sia naturale.
L’attesa (la parola "pazienza" non sta più nel dizionario) non è più la "virtù dei forti" ma una forma di sfiga tecnologica.
Ma se la transizione diventa imperativa. Se fatto un click, un "mondo
sfumato"
di accadimenti mi porteranno per mano -oppure- mi proietteranno in un tempo
impercettibile a destinazione, QUALE tecnologia si imporrà come
quella
giusta per progettare e gestire questa transizione?
Sarà lo strapotere della banda a "fiondarmi" a
destinazione?
o un movie flash ad essere progettato per gestirla sempre e comunque?
Personalmente, ho dei dubbi sul fatto che si chiamerà FLASH o meno, ma immagino che un mondo dal feedback continuo sostituirà il claudicante click & Go dell’html.
Se guardate già ora ci sono tracce evidenti del successo di questo
comortamento
dal "feedback always on". Quando due anni fa si diceva che Flash
"rende
i siti più interattivi", alla fine era proprio a questo che si
stata
inconsapevolmente puntando.
Se è vero che in tempo non è passato invano (e ribadisco che
due
anni Internet non sono pochi) e che sia o progettisti che gli utenti sono
"più
consapevoli", allora è facile pensare che i mille mouse-over di
oggi siano pronti a lasciare il passo, e che un corretto uso della
tecnologia
Flash possa servire tanto per costruire un NUOVO LINGUAGGIO DELLA RETE
(come
i tagli netti di MTV), quanto possa FARSI STRUMENTO dell’ergonomia visiva.
Quell’ergonomia
da primo impatto che gioca sulla percezione degli "accidental
user",
ovvero tutti i primi utenti, gli user non formati e non ancora catalogati
in
target specifici.
NOTA: In futuro -l’evoluzione umana e la capacità che abbiamo acquisito di porre all’esterno la nostra memoria- ci renderà tutti accidental user!
per fare degli esempi sul ruolo di FLASH come strumento per l’ergonomia
visiva
userò lo stesso sito di MACROMEDIA.
Pensate alla navigazione in TAB resa famosa da AMAZON, copiata da
BARNES&NOBLE
così come da mezzo mondo. Poi andate sul sito degli eretici di flash
e guardate la
loro
navigazione in TAB.

Nella barra in alto (A) vedete cosa succede quando con il mouse passo sopra una delle voci della navigazione di primo livello. La voce selezionata si accande (con il classico TAB) e lascia comparire (rapidamente ma con un fade percepibile) la navigazione secondaria (immagine B). Se muovo il mouse più in basso e scorro le voci della navigazione secondaria, queste di evidenziano (rapidamente e senza transizioni ulteriori, perchè concettualmente "vicine"). Se ritorno nella parte alla della barra e cambio voce (sempre con il mouse-over) ecco che l’universo sottostante delle voci di secondo livello si spegne, la barra grigia si svuota, la nuova voce selezionata si accende con una rapida (ma sempre percettibile) transizione (immagine C) e -subito dopo- compariranno anche le nuove voci di secondo livello.
E’ ovvio che queste "transizioni" sono lì per suggerire (e dare il tempo di comprendere) cosa accade, per evidenziare i meccanismi e facilitare quindi l’apprensimento istantaneo (più e meglio del ricordo).
Ecco dunque che le transizioni sostengono sopratutto quel accidental user che -in qualche modo- noi tutti siamo. Insomma, se cosa che non ci obbliga a ricordarci come funziona, è meglio (Don’t Make me Think).
In certi contesti -questa barra con tutte le sue transizioni- mi pare orami il MINIMO che una navigazione di un sito nel 2003 debba fare. E’ il mio è un commento senza troppa enfasi perchè -comunque- non si tratta di "miracoli", bensì di cose che avevamo visto sui CD-Rom e ci sono state strappate via dall’html.
Aldilà dell’esempio striminzito della barra di navigazione di
Macromedia,
è facile intuire come -un uso adeguato di Flash- consenta di
generare
ambienti dal feedback continuo. Ovvero delle situazioni di interazione dove
l’intero contesto e tutte le componenti (oggetti) che ne fanno parte, sono
in
grado di indirizzare la vostra attenzione e suggerirvi i meccanismi di
lettura
e funzionamento. Meglio del più attuale degli OS.
Ecco, questo era un utilizzo di FLASH come strumento per l’ergonomia
visiva.
Ma FLASH -come dicevo- può persino diventare un modo per costruire un nuovo linguaggio per la Rete. Su questo non ho un esempio da proporvi perchè questi linguaggi sono troppi e nessuno ancora consolidato. Certo è possibile vedere Flash in bella mostra in condizioni che sarebbero critiche per altre tecnologie (se non Java) e che Flash domina tranquillamente. Penso ai PDA, ai telefonini 3G, ed a quelle innovative piattaforme monotematiche come REAL ARCADE (che però è in Java) e iTUNES MUSIC STORE (che è un browser o forse un player, comunque una roba pensata per la banda larga che -quando c’è dentro un Flash- si illumina meglio dello stereo di casa).
Non staccate il freno a mano…
In tutto questo parlare di FLASH SI o FLASH NO, spero si sia finalmente
compreso
che -comunque la si pensi- NON HA SENSO approcciare il problema in modo
dogmatico
o con una visione incentrata sulla tecnologia (in molti punti di questo
articolo
la parola Flash potrebbe essere sostituita con la parola JAVA e
funzionerebbe
ancora). Anche se si è consapevoli che oggi FLASH -come tecnologia-
è
in grado di offrireal designer la flessibilità per produrre
interfacce
e progetti che NON NECESSARIAMENTE siano inusabili, inaccessibili, statici,
etc - questo non vuol dire che possiamo prendere FLASH, darlo in mano ad un
ragazzottoneo-laurato all’Accademia delle Belle Arti e fargli fare la
homepage
della Banca d’Italia. Così come non ci verrebbe (spero) in mente di
farla
disegnare ad un sistemista Unix, un programmatore COBOL, o all’usciere del
Comune
di Canicattì (che giuro di conoscere personalmente).
La maggiore potenza raggiunta dalla tecnologia richiede tecniche più
sofisticate (le cose belle, così come quelle facili da usare, sono
difficilissime
da fare), maggiore sensibilità e conoscenza delle regole della
percezione
visiva umana.
Una certa interfaccia (in flash o altro che sia) può essere usabile o meno indipendentemente dalla tecnologia con la quale è realizzata. …anche se è ancora molto probabile che un certo tipo di webdesigner usi flash più comodità rispetto al proprio approccio mentale che non perchè ritiene che -per realizzare la specifica interfaccia che ha progettato per quel certo sito/servizio- sia davvero utile indispensabile usare Flash.
Quindi se vedete gente che vi propone soluzioni dove FLASH domina (anzichè convivere), dove i movies swf sono lunghissimi e non gestibili con i normali comandi del browser, dove la manutenzione significa mettere le mani direttamente nel codice, e la dinamicità del contenuto è solo visiva (e non di Database), allora sapete cosa pensare: NON è FLASH il problema, ma il modo in cui qualcuno vi sta proponendo di usarlo.
La domanda posta bene
Finalmente la domanda può tornare ad essere bene posta, e la
risposta
può tenere conto del fatto che siamo nel 2003.
Flash & Usability?Non
c’è
motivo di preoccuparsi (se non dei costi di sviluppo/manutenzione). Diciamo
che Flash va benissimo per creare ambienti dal feedback continuo ed
è
perfetto per gestire le transizioni…
