Flash User Experience
di Christian Giordano
Pubblicato il 15 Agosto 2003
Le tendenze vanno e vengono; parliamo invece di evoluzione.
Premessa
la stesura del presente è ispirata ai seguenti articoli:
- “FLASH? usabilissimo nelle transizioni!” di Leandro Agrò
- “Flash Transitions” di Maurice Wright
Il primo è un’interessante analisi di usabilità e navigazione
in siti Flash.
Il secondo invece una specie di reportage (con esempi) sulla tendenza ad usare
transizioni nei suddetti siti.
Quest’ultimo, considerando che è stato pubblicato di recente, anzichè
approfondire l’argomento riporta - a mio parere - cattivi esempi, trasformandosi
in un resoconto su siti per la maggior parte poco degni di nota. Di qui la mia
necessità di spiegare e mostrare esempi molto più interessanti.
Sulla usability sì è già detto molto, e lungi da me cercare
di aggiungere qualcosa al riguado, cercherò comunque per quanto possibile
di mostrare alcune soluzioni realizzate in Flash che a mio avviso possano essere
direttamente legate ad un’evoluzione di questo argomento.
Anzitutto evitiamo di parlare di tendenze.
Le tendenze vanno e vengono.
Preferirei invece parlare di evoluzione.
Con il tempo gli sviluppatori stanno infatti prendendo confidenza con Flash
e stanno iniziando a creare soluzioni veramente interessanti dal punto di vista
della user experience.
User Experience è il termine con cui viene definito l’insieme
delle sensazioni provate dall’utente durante l’interazione con il sito (o con
produzioni interattive in generale).
E’ ovvio che più l’utente avrà un’esperienza
positiva ed appagante, più gli rimarra impresso il ricordo.
Di conseguenza sentirà il desiderio di riprovarla.
Target ambìti da ogni progetto web.
Flash sicuramente parte svantaggiato in fatto di usabilità, in primis
appunto solo per il fatto che necessita un plug-in per la visualizzazione dei
contenuti, anche se solamente testuali. Nonostante questo però può
comunque giocare un ruolo importante nella user experience, poiché è
possibile influirla pesantemente grazie ad un ampio utilizzo della programmazione.
Non considerando l’aspetto estetico del progetto, perché parametro
soggettivo nè i contenuti del sito, perché generalmente non dipendenti
dal mezzo utilizzato (Flash, nel nostro caso), i fattori principali che determinano
la qualità dell’esperienza utente sono: il tempo di attesa, l’orientamento
durante la navigazione e quindi la comprensione della navigazione e la compagnìa.
A parte quest’ultimo che approfondiremo più tardi, si nota come questi
fattori incidono direttamente sul tempo, infatti anche un eventuale disorientamento
spaziale o un’incomprensione del sistema di navigazione non fa altro che
rallentare la navigazione dell’utente, che è spesso costretto a
visitare pagine a cui non è interessato soltanto per capire come muoversi
correttamente all’interno del sito.
In una società frenetica come la nostra il tempo è un fattore
importantissimo.
Come tempo di attesa non intendo affatto solo il tempo necessario a caricare
i contenuti dalla rete, (nel caso di siti internet), ma anche e soprattutto
il tempo che occorre all’utente per capire come muoversi all’interno
dello stesso.
E’ vero, l’usabilità
ci insegna che bisogna considerare l’utente come un bambino.
Quindi, partendo dal presupposto che si trovi in un ambiente a lui sconosciuto,
bisogna rendere subito chiaro come poter interagire con il sito (da qui i ‘fantastici’
bottoni “clicca qui per… “).
Nella maggior parte dei casi capirete che è impossibile rendere chiaro
al primo approccio quale sarà il risultato di un click su un bottone
con funzionalità sconosciute senza averlo prima cliccato.
Non crediate che il testo possa aiutarvi.
Sappiamo quanto l’utente medio sia propenso a leggere…
Io stesso mi sono trovato di fronte utenti che, piuttosto che leggere due righe
di istruzioni, cliccavano ovunque il cursore si trasformasse da “freccia”
a “manina”.
Sì, forse questo è il risultato di anni di navigazione in siti
poco usabili, ma la citazione è usata soltanto per consigliare a non
affidarsi troppo ai testi e a non sottovalutare la pigrizia dell’utente.
Ho visto diverse soluzioni per “istruire” l’utente.
La prima degna di nota credo possa essere quella adottata da Lookandfeel.com
dove “semplicemente” due simpatici omini, rincorrendosi e facendosi dispetti,
mostrano man mano tutte le voci del menu.
Questa soluzione aiuta sicuramente a capire la struttura del menu e le varie
sotto-voci, adducendo come contro, ovviamente, il tempo impiegato per adempiere
il suo compito (comunque allietato dalle simpatiche animazioni).
Altro sito che adotta questo metodo (ma con tempi molto più razionali)
è 8edge.com.
Una semplice animazione del puntatore (della durata di pochissimi secondi) mostra
dove si cela il menu.
Vorrei soffermarmi un secondo su quest’ultimo sito.
Muovendoci con il mouse nelle varie aree dell’interfaccia notiamo che
quest’ultima si modifica, mettendo in risalto la zona su cui ci stiamo
muovendo, ingrandendola e focalizzando quindi la nostra attenzione su di essa,
intrattenendoci (ludicamente parlando), ma anche offrendoci uno spazio maggiore
per facilitare la lettura dei contenuti opportunamente ingranditi.
Tornando al concetto di istruzione, ma senza dimenticare l’aspetto ludico appena
visto, è secondo me di grande esempio una creazione
della geniale compagnia FirstBorn Multimedia: (purtroppo solo una demo che sembra
non sia stata approvata).
In questo lavoro si può notare come l’utente, grazie all’altissima
interazione, riesce subito a capire cosa viene scaturito da una sua azione con
il mouse, quindi viene fin da subito istruito.
Senza alcun testo, nessuna animazione introduttiva. Solo grazie ad una interazione
pressochè continua tra sito e movimento del mouse.
Un’altra cosa che fa abbastanza riflettere è come queste interazioni
seguano un vecchio principio di usabilità: permettere all’utente
il maggior numero di operazioni con il minor numero di click.
A mio avviso questo tipo di interazioni riescono ad avere un risultato impressionante,
se consideriamo il brevissimo tempo necessario per l’apprendimento,
e quindi meritano uno studio approfondito, cosa che purtroppo non sempre è
permessa dai sempre più ridotti budget.
Per quanto riguarda invece l’usabilità di applicazioni come gallerie di immagini merita uno sguardo il sito "Anatomic Exuberant", dove al normale utilizzo del mouse vengono integrati dei comandi base via tastiera. L’utilizzo dei tasti non è certo cosa così comune, però dopo averlo provato un pò ci si accorge che effettuare certe operazioni è più semplice e per compierle ci si impiega meno tempo di quanto si spenderebbe utilizzando solamente il mouse.
Abbiamo visto che Flash ha dei mezzi che permettono allo sviluppatore di realizzare navigazioni complesse all’apparenza ma ciò nonostante semplici da capire e da utilizzare. Flash del resto sta diventando sempre più uno strumento adatto a realizzare interfacce utente per applicazioni, da qui la trovata commerciale di Macromedia "Rich Internet Application", in effetti basti pensare all’interattivà che può dare in un’interfaccia un semplice drag’n’drop per rendersi conto delle potenzialità di tutte le altre feature. Un esempio di come un drag’n’drop può migliorare l’esperienza utente la troviamo in Feature.ch di BetaBong dove le immagini scorrono in una pseudo timeline e draggandole possiamo, come succede del resto con tutti i comuni software di video editing, spostarle, toglierle o inserirne di nuove.
Tornando al concetto di user experience, come detto all’inizio, l’altro
fattore che incide sulla durata dell’esperienza è il tempo impiegato
nel passare da una sezione (contenuto) all’altra, possiamo comunemente
chiamarle “transizioni”.
Con Flash possiamo infatti creare animazioni che ci permettano di evitare il
passaggio violento tra un contenuto ed un altro, come invece accade con l’html.
Spesso queste transizioni hanno dei difetti.
La loro durata ad esempio non deve essere lunga.
E’ vero che lo scopo iniziale è quello di creare un passaggio non
brusco, ma se l’utente ne risulta annoiato non ci si può certo
ritenere soddisfatti, in quanto andremo ad influire comunque in modo negativo
sulla qualità della sua esperienza.
Non è certo compito mio quello di definire una durata massima, abbiate
solo la consapevolezza che le cose ripetitive ed inutili a lungo andare annoiano.
L’utilizzo di transizioni durante la navigazione porta alla luce il nostro
ultimo argomento legato all’usabilità: l’orientamento.
E’ importante che l’utente sappia dove si trova per sentirsi a suo
agio nell’applicazione e padrone di cambiare direzione, scegliendo quella
corretta, con il minor sforzo e nel minor tempo possibile.
Flash grazie alle sue caratteristiche può riuscire a rappresentare in
modo visivo la nostra navigazione all’interno di un sito. Con l’html
invece, non essendoci transizioni (non del tutto vero), è difficile rappresentare
in modo efficace il movimento tra un ambiente e l’altro.
Prendiamo come esempio il sito Relevare.com.
Ha una struttura ad albero molto complessa, si noti però come, grazie
a forme semplici come il quadrato, un uso elementare dei colori e di semplici
animazioni (come gli zoom), l’utente sappia sempre benissimo dove si trova
ed impiega molto poco per muoversi tra le diverse sezioni.
Esempi con navigazioni molto interattive con la volontà di aiutare l’utente
nella navigazione e nella fruizione dei dati ce ne sono diversi, un altro degno
di nota è proprio Firstbornmultimedia.com.
A parte il particolare menu, con testi molto grandi che si sviluppa in base
alle nostre scelte, merita la nostra attenzione le opzioni che sono lasciate
all’utente per la visualizzazione del portfolio. Senza considerare il gratificante
aspetto estetico del passaggio tra una visualizzazione e l’altra, si nota che
le transizioni effettuate ci permettono di monitorare sempre tutti i progetti,
lasciando sempre all’utente il più controllo possibile.
L’ultimo argomento di cui vorrei trattare non rientra nei normali discorsi
legati all’usability ma riguarda un aspetto che incide comunque sulla user experience:
la "compagnìa".
Se pensiamo infatti all’utente come una persona sola davanti ad un terminale,
ci è facile immaginare come qualsiasi cosa lo faccia sentire meno solo
possa allietare la sua permanenza. I metodi tradizionali, che sono solitamente
legati alla fidelizzazione degli utenti sul proprio sito, sono l’inserimento
di news aggiornate di frequente, di un guestbook o, cosa in voga di questi tempi,
di un web-blog. Grazie a questi strumenti l’utente percepisce la presenza, anche
se passata, di altri utenti.
Per quanto riguarda Flash, già nel 2001 Yugo
Nakamura portò sul web degli esperimenti basati sull’estensione di
questo concetto, uno tra tutti Gasbook,
in cui gli utenti registrano in una base dati le loro interazioni. Una particolarità
sta nel fatto che riproducendo contemporaneamente le registrazioni di più
utenti si creano delle esperienze ogni volta differenti.
Ai giorni d’oggi con la nascita di nuove tecnologie, quali ad esempio Flash
Communication Server, che permettono lo scambio di dati tra due client in tempo
reale si può tranquillamente parlare di esperienze multiutente. Random
Media ha utilizzato proprio questa tecnologia per creare il loro sito
sotto forma di un ambiente virtuale in cui gli utenti sono degli insetti che
volano tra una stanza e l’altra potendo man mano vedere i loro lavori. La navigazione
non è certo veloce dovendo simulare un ambiente reale, però trovo
interessante il fatto che sia possibile incontrare altre persone mentre si naviga
e trovare sparsi per tutto il percorso dei pallini che indicano dei messaggi
lasciati da altri utenti, addirittura quelli di colore giallo contengono dei
video-messaggi (realizzai tempo addietro una semplice community virtuale Kreative
Souls che proprio per questo concetto divertì ed ebbe discreto successo).
Certo si tratta ‘solo’ di sperimentazione, e non vorrei che il discorso venga
legato solo alle community, che hanno ben altri obiettivi, volevo mostrare però
come Flash permette in questo caso di farci percepire qualcosa in più
di un altro utente che la solita firma in un guestbook.
Concludendo Flash è un tool che ci permette di creare quasi qualsiasi
interfaccia utente, l’unico limite è la nostra immaginazione.
Sta a noi idearne di innovative con l’obiettivo però che queste facilitano
e allietino la navigazione dei nostri utenti.
L’evoluzione, grazie anche alle features che vengono aggiunte di versione
in versione, deve essere l’obiettivo di ogni creativo in Flash.
