Download, streaming, o…
di Matteo Penzo
Pubblicato il 11 Ottobre 2003
Un attimo di riflessione. Alla domanda “Quale è la principale pecca dei siti in Flash?” cosa rispondereste?. Immagino già a cosa state pensando; ci potrei pure scommettere (poi magari fatemi sapere se ho vinto). L’ha detto anche Jakob: le splash page o le pagine meglio note ai più come INTRO.
E invece no. O quantomeno: non solo.
In realtà è qualcosa di molto vicino alle intro. Vicino a qualsiasi contenuto
online. Il tempo di download e - di riflesso - il temibile Preload.
Quella
barretta squadrata
il cui avanzare scandisce il tempo della nostra attesa.
Lo strumento che forse
più di tutti ha realizzato concretamente i sogni di molti sviluppatori:
l’illusione di avere il potere di poter pubblicare contenuti online senza preoccuparsi
della dimensione
e - di riflesso - dei tempi
di download.
Il download
Ma nel mondo reale (e anche in quello virtuale) non sempre le cose vanno come speriamo. Non sempre il nostro utente aspetterà buono buono il completarsi del download (avete provato qualcuno dei link del paragrafo precedente? ;-). Non sempre un accesso alla pagina di preload si tramuterà in una visita al sito. Anzi. Sono proprio queste le pagine che statisticamente rappresentano la principale exit page dei siti in flash: l’utente arriva, si stanca, se ne va.
Ma qualche volta i sogni si realizzano. È assodato - come ha recentemente scritto Maurizio Boscarol nel suo articolo “Quando il tempo di caricamento è troppo lento?” - che ci siano fin dagli anni ‘80 delle precise ricerche sui tempi di attesa che fissano in pochi secondi l’intervallo di tempo che un utente è disposto a sopportare prima di andarsene/cambiare task. Jared Spool ci ha fatto tuttavia notare (e l’articolo di Maurizio procede proprio su questo piano) come questo non sia del tutto vero. Se il contenuto di cui stiamo attendendo la scaricamento venga percepito come altamente interessante, l’utente sarà disposto a sopportare anche lunghe attese pur di poterci accedere.
Un punto fondamentale che incontreremo anche in seguito: la percezione. Se riuscirete a creare nel vostro utente - direttamente nella pagina di preload - la convinzione che il contenuto che gli state per proporre è veramente valido avrete delle ottime possibilità di tenerlo agganciato al vostro sito. Nonostante il preload.
Una tecnica ibrida e sicuramente valida è quella di sostituire al preload uno scacciapensieri che non necessiti di tempi si scaricamento troppo elevati: un semplice giochino, effetti attivabili allo spostamento del mouse, testi da leggere che introducano al contenuto del sito e che tengano l’utente impegnato quel tanto che basta per non fargli perdere la pazienza.
In alcuni casi il download completo dei file è inevitabile. In alcune RIA è addirittura vitale per il corretto funzionamento dell’applicazione: in questo caso un help testuale (leggerissimo quindi da scaricare) che introduca alle funzionalità dell’applicazione sostituirà egregiamente la barretta di caricamento e terrà l’utente incollato al vostro sito svolgendo al contempo un’azione di formazione che renderà più semplice l’utilizzo dell’applicazione.
Lo streaming
Streaming. La possibilità di fruire di “materiale audiovisivo in tempo reale mentre questo viene scaricato da Internet, invece di salvarlo prima in un file locale”. (dictionary.com)
Storicamente
Real Audio
ci ha aperto le porte della musica e dei video online fruiti in streaming permettendo
a milioni di utenti - vista la lentezza delle connessioni ai tempi (era il ‘95)
- di poter ascoltare/vedere/fruire di contenuti multimediali online.
Streaming. Probabilmente la migliore tecnica di scaricamento dati oggi disponibile. Permette all’utente di accedere al contenuto quasi senza tempi di attesa.
Ma - purtroppo per noi - non è sempre oro tutto quello che luccica. E in effetti lo streaming dei contenuti è tremendamente limitato dalla scarsa quantità di banda per utente disponibile. Questo costringe gli sviluppatori a creare contenuti a qualità variabile: almeno una versione per gli utenti a connessione analogica e una per gli utenti broadband.
Flash, soprattutto nella sua nuova versione MX 2004, è forse oggi una delle scelte più appropriate per chi debba coniugare la multimedialità delle immagini, dei video e dei suoni con l’interattività tipica del web. La possibilità di unire animazioni vettoriali a filmati video concede agli sviluppatori un campo di manovra molto ampio quando si tratta di ottimizzare le dimensioni e le performance di un filmato da fruire in streaming.
Il bandwidth profiler permette un fine tuning eccezionale mostrandoci la quantità di dati spedita verso il client per ogni frame in base alla velocità del modem impostata. Un rendimento del nostro filmato ottimizzato per un modem a 28.8Kbps ci garantisce insomma una resa eccezionale su qualsiasi tipo di connessione (soprattutto se pensate alla diffusione sempre maggiore dei cellulari GPRS e all’aumentare esponenziale delle connessioni ADSL).
Il download a cascata
L’ultima tecnica di scaricamento dati credo sia quella che realisticamente abbia più probabilità di successo. È un sapiente mix di download e streaming con l’obiettivo di minimizzare la percezione di download attraverso flussi di streaming controllati e successivi.
Ma procediamo con ordine. Abbiamo ripreso a parlare (come vi avevo anticipato) di percezione. Il nostro scopo primario è ora quello di “ingannare” l’utente. Dobbiamo portarlo a credere di essere in presenza di una velocità di download molto elevata anche quando questo non sia fisicamente possibile.
Una buona tecnica è quella dell’ipnosi. Uhm… ma credo che il suo utilizzo al di fuori degli studi medici sia illegale in parecchi stati :-).Vediamo quindi la nostra alternativa.
è sperimentalmente dimostrato che il cervello umano non riesce a dedicare la stessa attenzione a più compiti paralleli (in termini informatici potremmo dire che funziona come il vecchio sistema operativo DOS a 8bit :-). Provate a pensarci: quando tentate di ascoltare due differenti conversazioni riuscite in realtà a cogliere solo qualche stralcio di ognuna. Lo stesso avviene sul web.
Non appena ci si presenta una pagina web la scansioniamo (teoria dimostrata sperimentalmente attraverso l’uso delle tecnologie di eye-tracking) alla ricerca di qualcosa che ci colpisca. Che ci attiri. Il nostro punto di partenza. Tutto il resto rimane per noi sostanzialmente invisibile. Quasi come se non ci fosse.
Vediamo come organizzarci.
Una volta caricata l’interfaccia (il cui caricamento si suppone sufficientemente rapido) iniziamo a passare al nostro utente - in ordine di priorità (i più interessanti per primi) - i contenuti. Il tempo che verrà dedicato alla lettura di questi potrà essere sfruttato per lo streaming dei rimanenti blocchi di testo/immagini.
I primi blocchi da scaricare dovranno - per forza di cose - essere anche i
più leggeri. In modo da poter fornire all’utente contenuto su cui concentrarsi.
Mano a mano che il materiale scaricato aumenta crescono anche i tempi di scaricamento
che possiamo dedicare ad ogni blocco.
Particolare attenzione andrà posta ai link presenti nella UI: venendo scaricati per primi sono orfani: mancano cioè i contenuti a cui devono linkare. Dovrete per cui porre attenzione a renderli cliccabili solo quando i relativi contenuti saranno stati downloadati evitando così all’utente inutili e dannose attese.
I
vostri visitatori si troveranno davanti alla pagina
completamente scaricata quasi senza accorgersene. Portando con loro la percezione
che il tempo di scaricamento totale sia stato pari a quello necessario per scaricare
la prima tranche proposta.
Nelle visite successive il processo sarà ancora più semplice.
Flash ha un potente motore di caching che annullerà i tempi di scaricamento
qualora i dati siano già presenti sulla macchina dell’utente.
Questa tecnica è naturalmente applicabile anche ad interi siti. Nella recensione del sito 24/7 Media una delle critiche mosse verteva appunto su questa tematica. Siti che imbrigliano l’utente (vuoi per la ricchezza di particolari, vuoi per i testi presenti, …) nello stazionamento prolungato sulla stessa pagina possono occupare questo tempo (che in genere è dell’ordine di minuti e non di secondi) per scaricare in streaming quelle pagine che si pensa sia più probabile l’utente visiterà successivamente.
L’unione calcolata di streaming e download migliorerà notevolmente la user experience dei vostri visitatori. Se è vero che “I tempi di scaricamento più alti incidono negativamente sulla valutazione soggettiva dell’utente verso il sito” allora la tecnica del download a cascata rafforzerà positivamente l’opinione dei vostri utenti verso il vostro sito e i suoi contenuti.
