Una chiaccherata con Vas Sloutchevsky
di Christian Giordano
Pubblicato il 15 Novembre 2003
Per dare seguito al mio articolo sulla User Experience in Flash ho ritenuto interessante intervistare un personaggio di riferimento nello sviluppo di siti interamente in Flash. Chi avesse letto “Flash User Experience” può immaginare di chi stia parlando, e cioè di Vas Sloutchevsky, Vice President e Creative Director di Firstborn Multimedia.
Firstborn è un’agenzia newyorkese che, grazie alla creatività di Vas, è riuscita a riscuotere molto successo nel Multimedia Design. Ricordo benissimo quando nel 2000 vinsero il FlashForward con il sito di Yigal Azrouel, che oggi purtroppo non è più online. Da allora hanno continuato ad affermarsi grazie alle soluzioni interattive originali che la mente di Vas ha ideato, progettando media interattivi per compagnie come Victoria Secret, Calvin Klein, Beatles, Madonna, e molte altre altrettanto rinomate, con cui ovviamente hanno pure continuato a vincere premi.
Insomma, credo proprio che quando si parla di usabilità evoluta con Flash non si possa non parlare di Firstborn e quindi di Vas Sloutchevsky.
Christian: Credo sia evidente che voi siete una delle agenzie che più dedica attenzione allo studio su come sfruttare Flash per creare esperienze utenti appaganti. Credete ci siano moltre altre agenzie in grado di competere con la vostra? Credete che la richiesta di siti innovativi ed intelligenti come i vostri aumenterà o saranno sempre frenati dagli usabilitisti classici che bocciano l’utilizzo di Flash a prescindere?
Vas: Vorrei chiarire da subito che non siamo ne’ la prima ne’ l’ultima societa’ che si occupa di sviluppo Flash a sperimentare nuove user experience. La nostra umilta’ al riguardo e’ massima. Gli “esperti di usabilità” non influenzeranno in alcun modo il nostro modo di pensare all’design esperienziale. Se dovessimo dare loro ascolto ogni volta che creiamo un nuovo sito non metteremmo mai nulla di nuovo e innovativo nel nostro lavoro.
C: L’Interactive Design è una materia abbastanza matura, che comprende anche lo studio di siti in semplice HTML, da quanto letto pare invece che per voi è scontato che l’Interactive Design debba ormai riguardare qualcosa di più evoluto e quindi più animato/interattivo. Crediete che ormai ai giorni d’oggi andrebbe un pù aggiornata come materia? Cosa pensi dei paladini classici dell’Usabilità come Nielsen?
V: Le linee guida per l’usabilita’ devono per forza di cose aggiornarsi ai trend odierni. Non esiste piu’ solo l’HTML. In molti casi l’HTML serve da contenitore per altre tecnologie. Flash, DHTML e JAVA ci stanno aprendo nuove possibilita’ per la progettazione delle interfacce. Nielsen e colleghi dovranno rivedere le loro posizioni su cio’ che e’ utile per l’utente. E, soprattutto, alcuni UI designer, si rivolgono ad un pubblico più ristretto ed e’ percio’ impossibile valutarne i meriti applicando gli standards abituali.
C: Vi trovate spesso ad immaginare soluzioni tecnicamente irrealizzabili con le tecnologie odierne? Credete che chi progetta queste soluzioni debba conoscere alla perfezione le ultime tecnologie disponibili. Nei vostri lavori in che percentuale è importante la teoria vista come idea e quanto la tecnologia?
V: Ogni volta che mi trovo di fronte ad un nuovo progetto penso sempre ai limiti che la tecnologia ci impone. Non appena vengo a conoscenza di una nuova caratteristica o possibilita’ di Flash cerco di pensare a come potrei introdurla nelle mie applicazioni. Ad esempio non appena abbiamo scoperto la modalita’ “nascosta” per l’anti-aliasing in Flash dove le immagini non risultano distorte o sgranate quando vengono ruotate, abbiamo subito applicato la nostra scoperta costruendo un’interfaccia per le foto delle nostre feste dove le immagini ruotano random.
C: Guardando i vostri lavori si nota che solitamente non usate effetti audio associati alle interazioni ma solamente dei loop come sottofondo. Non credi che l’audio possa aiutare la percezione delle azioni?
V: Effettivamente questa e’ una delle aree su cui abbiamo necessita’ di investigare
ulteriormente. Sono un graphic designer, e quindi una persona molto “visuale”.
Di tutti e 5 i sensi la vista e’ quello che trovo piu’ importante.
Ma concordo con te sul fatto che per fornire nall’utente un’esperienza
piu’ coinvolgente si debba utilizzare anche l’audio. Il che non
vuol dire utilizzare ad ogni costo i “click” e i “bling”
associati alle azioni del mouse ma cercare piuttosto un approccio piu’
creativo e interattivo nella creazione e nell’utilizzo dei suoni.
La
quarta versione del sito Firstborn, ad esempio, utilizzava il concetto di
“Colore Aurale” dove l’utente miscelava i suoni tra loro modificando
i colori dell’interfaccia.
C: Una cosa che apprezzo molto di voi è che per cercare di far compiere delle operazioni con il minor numero di azioni sfruttate molto l’evento rollover, avete delle regole che vi siete imposti nella progettazione dei vostri lavori?
V: La mia regola principale e’ “nascondi ma tieni a portata di mano”. Piu’ riesci a pensare a metodi che riducano la “fatica” dell’utente unificando azioni differenti all’interno di una unica, piu’ usabile sara’ la tua interfaccia. La gente ama seguire le strade piu’ semplici.
C: Dove ricercate le ispirazioni? Che libri potete consigliare a chi volesse estendere la propria conoscenza dell’Interactive Design a qualcosa di più inerente l’interattività che può offrire il multimedia oggi?
V: Una cosa di cui sono certo e’ che per creare un’idea veramente valida si deve guardare in direzioni differenti e raramente in lavori interattivi già esistenti. Io personalmente trovo l’ispirazione in un libro di design piuttosto che durante una passeggiata domenicale in giro per gallerie a SoHo. Qualche volta mi ritrovo l’idea davanti agli occhi mentre guardo la televisione. Ma non mi viene in mente nemmeno un’occasione in cui la fonte della mia ispirazione e’ stato un sito web. E dico questo parlando da graphic designer.
