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Interaction design come nuova frontiera dell’arte

di Michele Gotuzzo
Pubblicato il 30 Dicembre 2003

Florian Schmitt ed Alexandra Jugovic si conoscono frequentando la stessa scuola d’arte tedesca.
Florian appassionato di musica e arte cinematografica, Alexandra amante del graphic design.Insieme fondano nel 1995 Hi-res! un personalissimo progetto artistico li vede collaborare sempre più intensamente fino a che nel 1999 decidono di trasferirsi a Londra fondando ufficialmente la web-agency (un po’ riduttivo ormai) che tanto ha prodotto nel mondo dell’interaction design.
Una delle prime commesse di grande portata arriva da Ninja Tune, obiettivo: rinnovare l’immagine del sito corporate e creare una serie di “micrositi” dedicati ai vari artisti della casa discografica.
Malgrado il grande impegno, trovano il tempo di realizzare www.soulbath.com
nel febbraio del 2000.
Gli autori lo definiscono “digital playground”, un contenitore digitale destinato a raccogliere i contributi artistici di amici e non; una vetrina per esporre nuove forme d’arte digitale.
Nel maggio dello stesso anno, viene lanciato il concetto ironico e dissacrante del “click here!” visibile a www.soulbath.com/clickhere.html.

Una re-interpretazione in chiave ironica del banner pubblicitario, una interfaccia dove si è stimolati a cliccare o inviare per proseguire la navigazione che del resto appare misteriosa e incomprensibile.
Un grande successo che permette lo studio Hi-res! di essere citato sul New York Times. Di lì a poco, Darren Aronofsky, regista americano, commissiona il sito web dedicato alla promozione del suo nuovo film “Requiem for a dream”.
Florian ed Alexandra interpretano il progetto in maniera grandiosa, realizzano un sito web decisamente inusuale, capace di segnare profondamente l’evoluzione delle interfacce web.
Il soggetto del film racconta in modo cinico e brutale le illusioni del sogno americano, (corsa al successo, denaro facile, appariscenza etc…)inseguite dai protagonisti che una volta ottenuto il loro obiettivo presto si rendono conto dell’evanescenza di questi “ideali” e ormai delusi vengono riproiettati nella disperazione totale.
Partendo da questi presupposti, la navigazione ci immerge continuamente in un percorso ad ostacoli, alternato da momenti di calma apparente e altri di distorsione spazio temporale, privi di riferimenti concreti e pieno di trappole, proprio come succede agli attori nel film, www.requiemforadream.com.

Il web site ha un grande successo, Hi-res! vengono ora considerati professionisti di livello e ricevono numerosi premi e riconoscimenti.Realizzano una partnership con la casa di produzione di Aronofsky realizzando altri siti dedicati a pellicole cinematografiche come “The Business of Strangers”, “The Center of the World”, “Donnie Darko”.
La tipologia di trasposizione in chiave interattiva dei contenuti dei film prosegue, ad esempio “The Business of Strangers” racconta una relazione tra due donne di età diverse, un rapporto ambiguo e mutevole che varia in funzione del momento narrativo, inutile dire che guardando il sito www.thebusinessofstrangers.com dipendentemente dall’orario in cui ci colleghiamo abbiamo diverse scene a disposizione: dal mattino fino alle 18:00 ci appare un metronomo di metallo, dopo le 18:00 un bicchiere di whisky, in tutto il sito la navigazione è inusuale, stimolati alla ricerca dei link dentro fotografie polaroid…Anche “The Center of the World” diventa un riuscitissimo esperimento creativo.
Il soggetto del film vede un giovane texano ossessionata da un amore travagliato con una ballerina di lap-dance, lascio a voi la scoperta della reinterpretazione andando su archive.hi-res.net/center-of-the-world.com/files/main.html che a mio parere risulta essere un vero e proprio oggetto d’arte.
Anche per il film “Donnie Darko” Hi-res! riesce ad interpretare il ritmo narrativo in maniera eccellente realizzando un grande puzzle interattivo, dove per proseguire nei livelli di navigazione si devono ricercare gli indizi necessari, per avvicinarsi ai pensieri e agli incubi del protagonista, www.donniedarko.com.
Purtoppo il film non è ancora edito in Italia quindi risulta difficile fare una comparazione interpretativa ma basta citare i premi che ha ricevuto per desiderare di approfondire, Prix Ars Electronica 2002 Net Excellence, award of distinction, best experimental site al www.flashfilmfestival.com di San Francisco, Art Directors Club New York 2002, Silver Award Interactive Media.


Nel libro “Il corpo tecnologico” a cura di Pierluigi Capucci leggo nell’articolo di Derrick De Kerchove: “…il ruolo dell’arte è innanzitutto quello di esplorare le nuove tecnologie…la storia dell’artista è una storia progressiva di sviluppo e di esplorazione, di scoperta di forme di organizzazione cognitiva e mentale…ma anche come affermava Rimbaud: …quello di provocare il disordine di tutti i sensi. Solo un piccolo gruppo di artisti, operanti nel campo della computer image, della musica elettronica, della telerobotica, della telecomunicazione, porta avanti l’esplorazione delle nuove tecnologie, sperimentando i linguaggi delle nuove macchine e l’impatto sulla nostra sensibilità. Questi artisti hanno un rapporto schizofrenico con il mondo dell’arte, il quale non vuole riconoscere il loro ruolo fondamentale perché non trova degli oggetti da vendere, poiché a questi artisti non interessa costruire degli oggetti ma trovare delle relazioni.”
Spesso ho sentito discutere sul tema: flash si? flash no? Ma come tutte le tecnologie il pc e il web sono mezzi, strumenti, estensioni del nostro corpo che comunque sono gestite da menti, il caso di Hi-res! come tanti altri fa pensare, flash è un ottimo strumento creativo, una evoluzione non indifferente, è diventato oggetto di culto, feticcio tecnologico, ma soprattutto direi che è un ottimo software che ha rivoluzionato un’epoca permettendo a tanti artisti di modellare il nuovo mondo digitale, è lo strumento che permette di missare diversi media e di aprire una ulteriore porta su un nuovo infinito. A proposito, l’ultimo lavoro di hi-res li vede in collaborazione con Yugo Nakamura, un altro personaggio assai significativo nel mondo dell’arte, dategli un’occhiata www.thethirdplace.com.