Information Visualization e Flash: scenari e prospettive
di Daniele Galiffa
Pubblicato il 19 Agosto 2004
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L’esponenziale crescita della quantità e della complessità delle informazioni e il crescente impiego delle tecnologie IT per fruire delle stesse, hanno reso necessario l’intervento di nuove figure professionali capaci di definire gli aspetti di organizzazione e di interazione con le informazioni.
Sul piano più propriamente teorico e metodologico ci si lega direttamente a quelle che sono le tematiche indagate all’interno di un’area di ricerca che va sotto il nome di Information Visualization.
Con tale termine anglofono, si indica una sfera della conoscenza che si preoccupa di fornire gli strumenti [ soprattutto di metodo ] necessari per poter affrontare gli aspetti della rappresentazione di notevoli quantità di dati complessi che, spesso, sono organizzati secondo strutture che ne rendono ardua la comprensione e l’interpretazione.
L’obiettivo di questa “disciplina” è proprio quello di permettere all’utente di trarre dai dati [ siano essi grezzi o meta-dati ] una conoscenza che permette allo stesso di poter compiere un’analisi efficace della realtà rappresentata; il processo di comprensione dei dati rispetto ad una realtà di indagine dà luogo a quella che si può definire informazione.
Il centro di ricerca universitario che maggiormente ha dato impulso e vigore ad una ramo della ricerca così particolare, e importante allo stesso tempo, è il dipartimento HCIL dell’Università del MaryLand; all’interno del quale sono stati elaborati dei nuovi modelli di rappresentazione e, soprattutto, delle nuove possibilità di interazione con strutture di dati anche molto complesse.
Il ruolo che l’Information Vsiualization ricopre nella realtà odierna è nevralgico; un inteligente uso degli strumenti conoscitivi può contribuire al miglioramento di molti aspetti della vita sociale, culturale e produttiva [ si pensi agli strumenti di indagine medica, agli strumenti di previsione meterologica, agli strumenti di simulazione, etc.. ].
Se l’interesse verso questo “mondo” è cresciuto dalla seconda metà degli anni ‘80 è dovuto soprattutto alla reale efficacia dimostrata dalle soluzioni di Information Visualization in ambito Business; infatti, uno dei maggiori contributi dati dall’Information Visualization lo si ha nell’impiego di soluzioni di Business Intelligence o di più semplici strumenti DSS [ Decision Support System ].
Queste considerazioni sul metodo aiutano meglio a comprendere il fenomeno della rappresentazione di dati complessi, ma non si deve però dimenticare come sia fondamentale, ai fini della comprensione, considerare l’aspetto interattivo con i dati.
L’IMPORTANZA DELLA USER EXPERIENCE
L’interazione, che avviene tramite l’esperienza, è uno degli elementi chiave all’interno dei processi cognitivi attraverso il quale si riesce a comunicare e comprendere la realtà indagata.
Nelle problematiche di rappresentazione di dati complessi il tema dell’interazione si fa delicato e offre notevoli spunti di riflessione alla progettazione della stessa.
Infatti, nell’indagare nell’ambito della definizione delle soluzioni di information visualization emergono due fattori:
- Non esiste una metodologia standard
- Gli attuali strumenti di rappresentazione e di interazione sono poco adatti alle esigenze dell’utenza.
Questi due fattori mettono l’interaction desinger e l’Interface developer nella condizione in cui la progettazione del sistema di interazione sia una continua esplorazione di nuove strade e un incessante sperimentare.
IL RUOLO DI Flash™
Macromedia Flash™ riesce, soprattutto con le versioni successive alla 5, a proporsi come valido strumento per meglio esplorare e percorrere queste possbili strade di progetto.
Sul mercato delle soluzioni di Information Visualization finora Java è risultato lo strumento tecnologico maggiormente utilizzato per fornire dei sistemi di interazione; una tecnologia che, per molti versi, ha molti punti in comune con Flash™.
Le potenzialità dello strumento di casa Macromedia sono ormai note ed apprezzate, soprattutto sul mercato, ma è ancora modesto il contributo apportato ai sistemi di rappresentazione di dati complessi.
L’asso nella manica di Flash™, per offrirsi come valido tool di progettazione e implementazione di sistemi di interazione con dati complessi, sta nella sua velocità nel definire molti degli aspetti visuali, funzionali ed esperenziali delle interfacce.
Tutto questo, combinato con la forte capacità di relazionarsi con fonti di dati esterne, permette di avere a disposizione un efficace arma per rispondere alle più interessanti sfide di progettazione di artfeatti multimediali per soluzioni di Information Visualization.
L’impiego di Macromedia Flash™ come aiuto al progetto permette di definire meglio gli aspetti esperenziali del prodotto.
Nella definizione, quindi, della User Experience all’interno di sistemi di Information Visualization si ricorre spesso ad una serie di metafore, capaci di spostare i dati [ o meglio, la loro rappresentazione ] su di un piano dove l’utente può facilmente rapportarsi con essi [ si pensi alle strutture ad albero, all’utilizzo di piani stellati, all’impiego di grafici a barre, etc.. ].
In questo modo l’impiego della metafora condiziona, e non poco, quelle che sono gli elementi di interazione e di rappresentazione visuale.
STRUMENTI, TECNICHE E MODELLI DI INTERAZIONE ALL’INTERNO DELLE SOLUZIONI DI INFOVIS
Per quanto concerne le strutture visuali adottate all’interno degli artefatti multimediali per definirne gli aspetti di interazione tra l’uomo e i dati, si può arrivare alla ricostruzione di una tassonomia delle stesse che permette di comprendere meglio il fenomeno.
Tra gli elementi maggiormente impiegati c’è sicuramente lo strumento che permette di eseguire dinamicamente delle ricerche agendo semplicemente su dei controlli di interfaccia, quali sono gli slider; tali sistemi utilizzano quelle che sono state definite Dynamic Query.
HomeFinder, FilmFinder, SpotFire.
Alcuni importanti tool che fanno dell’impiego delle Dynamic Query uno dei punti di forza.
Il vantaggio di utlizzare questa soluzione sta nel fatto che l’utente compie una ricerca dei risultati attraverso ricerche successive e sempre muovendosi all’interno di un range di valori che impediscono un risultato nullo delle ricerche stesse.
Se da un lato questo tipo di soluzione presenta, quindi, un evidente miglioramento dell’esperienza utente c’è da considerare come l’impiego di tale soluzione è di difficile impiego per servizi rivolti ad utenti diversamente abili e che si rivelano delle “Killer Application” se la quantità di dati all’interno dei quali operare la ricerca è di dimensioni notevoli.
Uno dei più intelligenti usi delle dynamic query con la tecnologia Macromedia Flash™ è rappresentata dal sito eCommerce www.cameraFinder.com dove, attraverso l’azione su diversi slider, si riesce ad individuare velocemente il modello cercato tra i 99 disponibili.
CameraFinder. Questa applicazione IV è in realtà un e-shop che, sfruttando la tecnologia Macromedia Flash™ e alcune tecniche di IV, riesce a fornire all’utente un ottimo strumento per scegliere la macchina fotografica che meglio risponde alle sue esigenze.
Flex Store. Flex Store è un esempio molto efficace di impiego delle soluzioni din InfoVis che riesce a combinare la potenza di Flash™ come strumento per la gestione delle GUI lato client e la versatilità del linguaggio MXML.
Altra soluzione, per accedere e organizzare una serie di dati è l’impiego di quelle che sono state defnite ZUI [ Zoomable User Interface ] che permettono di muoversi tra una considerevole quantità di dati di qualsiasi tipo, sfruttando la dimensione Z che, ordinariamente, viene tralasciata in molte rappresentazioni all’interno dei servizi digitali.
Pad++. Uno ScreenShot del tool che viene impiegato, in questa applicazione particolare, come File Browser. Il termine ZUI è stato coniato da un ricercatore dei Sony Reseach Labs: Franklin Servan-Schreiber.
Solo nel 1991 è stata data una codificazione precisa delle ZUI da parte di Ken Perlin e David Fox della New York University che attraverso il sistema Pad adottarono alcuni dei principi caratteristici delle ZUI.
Le ZUI sono dotate di una caratteristica molto interessante: la dinamicità dello zoom. Per meglio intendere con cosa si inende per ZUI, può essere di aiuto un esempio concreto: www.kartoo.com.
Il famoso metamotore di ricerca visuale, completamente sviluppato in Flash™, permette di organizzare e visualizzare i rislutati di una ricerca su Web come un piano bidimensionale infinito sul quale potersi muovere nelle direzioni X, Y, Z.
Kartoo.
Il meta-motore di ricerca che stravolge il modo di cercare i documenti sul Web,
introducendo la possibilità di impiego dei tool di IV per compiere meglio delle
operazioni quotidiane.
Questa soluzione ha il vantaggio di offrire all’utente, potenzialmente, uno spazio infinito per organizzare i dati.
Alcuni dei più importanti progetti che fanno uso di ZUI sono stati sviluppati da Bederson e Boltman [ Pa3D, Pad++, Jazz, Piccolo, CounterPoint, etc.. ] e un esempio molto più convincete dell’utlizzo delle ZUI è, però, sicuramente il progetto Pad++ e la Digital Library, entrambi sviluppati con tecnologia Java da dipartimento HCIL dell’Università del MaryLand [ ma niente impedirebbe una sua realizzazione in Flash™ ].
Un altro, interessante, intervento per migliorare la visualizzaione di notevoli quantità di dati complessi è sicuramente l’impiego di quello che si definisce FishEye View; il sistema, teorizzato nel 1982 ma esplorato per la prima volta solo nei primi anni 90, si basa sul concetto dell’attenzione [ Focus ] selettiva dell’utente; l’importanza degli elementi visualizzati è legata, in maniera direttamente proporzionale, alla distanza degli stessi dal punto focale dell’attenione dell’utente e alla loro dimensione.
Due esempi interessanti sono dati dal sito 8edge.com e dagli esperimenti di Samuel Wan.
Ultimo, ma non meno importante, è da ricordare l’algoritmo TreeMap, sviluppato da Ben Schenderman, che permette di visualzzare milioni di elementi contemporaneamente su di un monitor [ si veda, ad esempio, il software VisuMilion ] le informazioni di relazione tra i dati e permettendo l’accesso a maggiori dettagli sui singoli dati attraverso semplici e veloci interazioni col mouse.
Photomesa. Il tool sviluppato all’HCIL dell’Università del Maryland permette di organizzare le proprie foto e fa largo uso degli algoritmi TreeMap.
PhotoFinder. Il tool di visualizzazione delle foto che ha introdotto molte innovazioni dal punto di vista tecnologico [ migliore gestione degli algoritmi TreeMap ] e dal punto di vista della organizzazione delle immagini [ archiviazione/ricerca per keyword, data, creazione di etichette, etc… ]
L’algoritmo TreeMap è stato migliorato e differenziato in 3 diverse tipologie ed è stato impiegato, finora, per soluzioni di infoVis sviluppate in java [ esempio TradeMark, SmartMoney, etc. ].
TreeMap Alcune diverse tipologie dell’algoritmo TreeMap [ tradizionale, BubbleMap, Quantum TreeMap ].
Lo sviluppatore Tim Knip ha da poco rilasciato un componente, scritto in AS, che permette di utilizzare l’algoritmo TreeMap anche all’interno di applicazioni create con Macromedia Flash™.
NEWSMAP: quando Flash™ aiuta a capire
NewsMap, lanciato sul mercato da muramushi nel 2004, rappresenta una delle soluzioni più efficaci in termini di rappresentazione delle informazioni.
NewsMap. La reppresentazione “live” delle news, lette attraverso il webService di Google e visualizzate all’interno di Flash con l’utilizzo dell’algoritmo TreeMap.
L’applicazione non è altro che un tool che permette di visualizzare le news lette attraverso il webService messo a disposizione da Google.
Il sistema si propone come uno strumento capace di offrire una panoramica, veloce e interattiva, sullo stato delle news, permettendo all’utente una serie di operazioni che ne agevolano la fruizione.
Oltre all’intelligente impiego dell’algoritmo TreeMap [ che permette di visualizzare immediatamente la news di cui si discute maggiormente ], ci sono una serie di elementi di interfaccia che offrono la possibilità di definire diverse visualizzazioni dei dati.
Interessante è l’ìmpiego dei bottoni che facilitano il filtraggio delle news, in base al paese [ USA, UK, IT, FR, ES ] e in base alle categorie.
In questo modo l’utente può immediatamente avere la visione generale ad esempio, delle notizie di sport e tech in USA e in UK; oppure visualizzare eficcacemente la situazione delle news relative allo sport su scala globale.
Se a prima vista l’utilizzo dei soli “paese” e “genere” può far apparire il servizio molto semplice, all’interno dello stesso vi è anche la possibilità di utilizzare il tempo come parametro di filtraggio dei dati; in pratica è possibile ripercorrere l’evoluzione dello stato delle news [ relative ad uno o più paesi e/o generi ]; tale strumento facilita, ad esempio, il compito di chi segue una certa notizia durante un arco di tempo oppure semplicemente chi ha voglia di ripercorrere cronologicamente una successione di eventi.
Altra interessantissima applicazione che ricorre a Flash™ per rappresentare informazioni molto complesse è sicuramente Social Circles che offre un intellligente sistema per visualizzare le mailing list.
Non diro di più su questa applicazione, ma è mia intenzione incuriosire il lettore per metterlo nella condizione di esplorare ed apprezzare il prodotto.
CONCLUSIONI
Se queste sono le potenzialità degli strumenti e delle tecniche di Information Visualization, non si devono però dimenticare quelli che sono, ancora, i limiti di tali soluzioni.
Fra questi vanno sicuramente ricordati la difficoltà di rendere accessibili tutte le soluzioni di InfoVis finora sviluppate [ anche perchè fanno della vista il senso principe ], la richiesta di dotazioni hardware e software piuttosto considerevoli, la difficoltà di utilizzo delle soluzioni su periferiche diverse dal tradizionale PC, la difficoltà di usare sistemi di puntamento diversi dal solo mouse.
La tecnologia Macromedia Flash™ potrebbe, quindi, dare un contributo importante anche per ovviare a tali problematiche, cercando di sfruttare al meglio le metodlogie e le tecniche dell’Information Vsiualization e offrendsi come strumento in grado di dare delle risposte significative al superamento degli attuali limiti delle soluzioni di InfoVis.




