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Flash e Accessibility: un matrimonio possibile

di Matteo Penzo
Pubblicato il 19 Dicembre 2004

NOTA: questo articolo e’ stato originariamente scritto per il magazine Idearium.org

L’articolo che segue e’ tratto dalle speech notes del mio intervento a Macromedia FATW04 dove ho parlato di accessibilità legata al mondo Flash. Torno quindi su di un argomento che avevo iniziato a sondare sulle pagine di Idearium.org ormai quasi due anni fa, quando era da poco uscita la versione MX del software Macromedia.

Oggi l’accessibilità e’ un tema piu’ che mai caldo (il fatto che sia stata inserita nel principale evento formativo di Macromedia in Italia e’ un indicatore significativo) eppure – nonostante tutto il parlare che se ne fa – i siti accessibili rimangono una nicchia (premetto che i miei siti non business related NON fanno parte di questa nicchia). Vorrei quindi andare ad esplorare le possibilita’ di un design accessibile per poterne capire meglio gli sbocchi futuri.

Definizione e aree di applicazione

L’articolo 1 della legge Stanca definisce con accessibilità

la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fuibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”

E con tecnologie assistive

“Gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere ai servizi erogati dai sistemi informatici”.

Al di fuori di quanto dichiarato dal Legislatore Accessibilità significa comunemente garantire l’accesso ai contenuti a TUTTE le tipologie di utenti, compresi quelli con disabilità e a TUTTE le differenti tipologie di device.

Ecco perche’ ormai si sente accostare sempre piu’ spesso il termine Accessibility con Universability; si e’ iniziato negli ultimi anni a superare il concetto secondo cui la progettazione debba essere basata sull’utente medio, a cui poi tutte le altre specifiche tipologie di utenti si devono adattare per poter utilizzare efficacemente il sistema.

E’ quindi scorretto ritenere che l’accessibilità sia materia dei soli utenti disabili; il design accessibile e’ utile alle piu’ disparate fasce di utenti. Considerando inoltre che l’innalzamento dell’età media e’ un trend costante, assisteremo ad un progressivo e continuo aumento degli utenti anziani, e quindi piu’ facilmente predisposti ad avere un qualche tipo di disabilità.

Questo permette di dichiarare che l’accessibilità riguarda tutti noi. Tutti – prima o poi – ci troveremo a dover fruire di un’interfaccia in condizioni di disabilità.

Accessibilità e User Experience

Accessibilità e Usabilità concorrono entrambe (insieme a molti altri fattori, come ad esempio l’impatto emozionale dell’interfaccia sull’utente) alla costruzione di una positiva User Experience intesa come il rapporto che intercorre tra l’utente e il sito o la applicazione).

Potrei definirla come l’insieme di azioni (quello che l’utente fa), reazioni (la risposta che l’utente ottiene) e sensazioni (cosa l’utente prova) che accompagnano la navigazione. Un ruolo molto importante lo ha anche il ricordo che l’esperienza con la vostra applicazione ha lasciato nell’utente.

Fungendo da garanzia di fruibilità l’accessibilità deve essere tuttavia presa in considerazione prima di qualsiasi discorso sull’usabilità in quanto la migliore interfaccia del mondo vale zero se non puo’ essere raggiunta.

Designing for Accessibility significa prendere in considerazione criticità tipiche sia della fase di progettazione che di quella di sviluppo come

Titoli e descrizioni brevi ed estese per tutti gli elementi multimediali (filmati, audio, animazioni, …)

Un’interfaccia accessibile e’ un fortissimo valore aggiunto per i vostri prodotti perche’ ne aumenta non solo il parco utenti, ma anche gli ambiti di fruizione. Un sito non rimane piu’ relegato al mondo computer ma deborda anche – ad esempio - in quello dei device mobili, della iTV, e via dicendo…

MACROMEDIA FLASH PER L’ACCESSIBILITA’

Un esempio di accessibilità legata a FlashFlash e’ da anni criticato per avere contribuito all’insorgere di nuove problematiche legate alla usabilita’ e alla accessibilita’ sul web, molti guru della usability (tra cui l’ormai redento Jakob Nielsen ) l’hanno indicato come uno dei mali del passato millennio, le famigerate intro ci hanno annoiato su ogni sito fino a pochissimo tempo fa, …

Il fardello che Flash si porta sulle spalle dalle sue versioni passate e’ notevole:

E’ quindi vero che fino ad un paio di anni fa era impossibile per gli utilizzatori di tecnologie assistive poter fruire di contenuti sviluppati con Flash, ma siamo sicuri che oggi la situazione sia tragica come molti volutamente la dipingono?

Problematiche peculiari

Fino alla sua versione 6, i contenuti Flash sono stati invisibili a qualsiasi tipo di tecnologia assistiva; si e’ dovuti passare per una modifica all’ambiente di sviluppo e al plugin del software per poterli rendere accessibili.

Prima di proseguire ritengo pero’ sia importante capire quale sia il funzionamento della accessibility nel mondo Flash e – di conseguenza – quali siano i limiti a cui dovremo sottostare.

Microsoft Active Accessibility (MSA – residente sul sistema operativo) fa da tramite tra Flash e lo screen reader. Il player di Flash si occupa di spostare i contenuti dal file SWF a MSA, e quindi compito della tecnologia assistiva trasmettere in output quanto passato da MSA.

Quali sono i limiti di questa tecnologia? Innanzi tutto la necessita’ di avere a disposizione un sistema operativo Microsoft, di avere istallata quantomeno la versione 6 del player Flash e di possedere una copia di uno screen reader compatibile con questa tecnologia (all’oggi lo sono le ultime versioni degli screen reader piu’ diffusi come JAWS o Windows Eyes) e – soprattutto – sara’ necessario visualizzare il filmato all’interno di Internet Explorer.

Sebbene sia vero che la configurazione sopra descritta soddisfi la maggioranza degli utenti disabili e’ anche vero che il fatto stesso di inserire delle specificita’ e’ un limite al design universale a cui dovremmo mirare.

Decidere cosa rendere accessibile e cosa invece mantenere nascosto allo screen reader e’ compito del progettista. Una animazione e’ ad esempio difficile da rendere attraverso un testo descrittivo, ecco quindi perche’ in questo caso e’ opportuno non renderla accessibile nascondendola al software assistivo; nel caso inoltre che ci si trovi in presenza di un loop di immagini lo screen reader non farebbe altro che leggere in continuazione (per tutta la durata del loop) le informazioni relative all’oggetto in questione.

SWF VS HTML

Ci e’ ora chiaro come sia progettualmente piu’ semplice sviluppare siti accessibili utilizzando HTML (o, meglio, Xhtml) come base tecnologica; ma questa scelta porta con se l’obbligo per l’utente disabile all’utilizzo di tecnologie assistive costose come possono essere gli screen reader che, come abbiamo visto, hanno un costo minimo di 142 US$.

Flash, sebbene rappresenti una scelta tecnologica costosa dal punto di vista dello sviluppo, puo’ in questo caso rappresentare la migliore delle opportunita’ sia dal punto di vista etico che da quello economico e tecnologico.

Quando Flash diventa piu’ accessibile di HTML

Uno dei piu’ interessanti aspetti che Flash mette a disposizione degli sviluppatori e’ il motore di streaming interno. Questo permette di “ingannare” l’utente con tempi di download irrealisticamente compatti (vedi gli articoli “Download, streaming, o…” e “Il caricamento di Trollback.com” ) e di poter fruire di contenuti video e audio nel momento stesso in cui questi sono resi disponibili dal server, senza cioe’ dovere attendere il loro completo download.

La possibilita’ di configurare totalmente il comportamento dei filmati flash partendo da un singolo file XML permette agli sviluppatori di creare interfacce che si adattino totalmente al tipo di device su cui vengono utilizzate.

Actionscript contiene un comando studiato appositamente per lo sniffing di tecnologie assistive, risulta quindi possibile per Flash capire con un buon grado di approssimazione quando ci si trovi di fronte ad un utente che ne faccia uso e modificarsi di conseguenza.

Questo aspetto, unito alle potenzialita’ che Flash ha per la riproduzione dei file MP3, mi ha spinto all’utilizzo di questa tecnologia per applicazioni accessibili agli utenti disabili. Tra i progetti di ricerca che seguo all’interno del CT Research Center ne esiste uno appositamente dedicato a Flash e l’accessibilità.

Flash – che e’ stato sempre sinonimo di scarsa accessibilita’ - diventa oggi lo strumento che permette di rendere nativamente accessibili le pagine sviluppate in HTML. Ma sta’ ai progettisti e agli sviluppatori - come sempre accade - la scelta di sfruttare appieno le sue potenzialita’.